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Viktoryia Macrì

“Nell’arte di Viktoryia Macrì gli occhi, espressione e scintilla di rivelazione, insondabile e fascinoso abisso di mistero, sono la manifestazione più profonda e diretta di sè......” .

Classe 91', Bielorussa. Diploma di maturità scientifica. Iscritta alla facoltà d'Informatica presso l'Università di Fisciano (SA). A giugno del 2013 inizia la sua carriera artistica, nonché abbia sempre coltivato questa passione. Partecipa a diverse manifestazioni: 08/2014 Biennale Internazionale dell'Arte" curata dal critico e storico d'arte Giorgio Gregorio Grasso con opera "Ketch" uscendo vincitrice; 05/2015 Milano EXPO 2015. Collettiva "International Contemporary Art" - Centrale Idroelettrica Taccani, Trezzo sull'Adda (Mi), presentata dai critici e storici d'arte Giorgio Grasso, Vittorio Sgarbi e Bosmat Niron; 25/11/2015-07/01/2016 "Personale d'Autore" - Rassegna Artisti a Palazzo presso il Palazzo Sant'Agostino (SA) presentata e curata da Gina Affinito; 08/2016 Diviene una delle prime 100 fondatrici del "Museo d'Arte Contemporanea del Terzo Millennio" a Policastro Bussentino (Sa) a cura dell’artista Antonio Balbi; 8-12/02/2017 Mostra-concorso a tema “Festival dell’Immagine’’ a Martina Franca (Ta) – Vincitrice del concorso al primo posto nella sezione disegno e vincitrice del premio assoluto tra tutti i primi vincitori di ogni categoria; 8-19/03/2017 Mostra collettiva ArtèDonna con l'associazione "Artisti di Roma" presso le Sale del Bramante (Roma). Ritrattista iperrealista, negli ultimi due anni si allontana dall’iperrealismo accanito per perfezionare ulteriormente l’ego artistico, ego espressamente inteso come animo in quanto stesso il Critico d’Arte Antonella Nigro parla di lei con queste parole: “Nell’arte di Viktoryia Macrì gli occhi, espressione e scintilla di rivelazione, insondabile e fascinoso abisso di mistero, sono la manifestazione più profonda e diretta di sè......” ed ancora: “ E’ pur vero ch’ella parte dallo studio fotografico, che fu la base teorica e pratica degli artisti iperrealisti, ma Viktoryia Macrì, si pone comunque come interprete e non unicamente come realizzatrice dell’opera. L’artista “traduce” sensazioni e intuizioni, percezioni ed emozioni, meraviglie e stupori, dubbi e passioni personali attraverso la rappresentazione del reale, così ella stessa, e non il soggetto, è protagonista delle sue opere e negli occhi dei suoi ritratti, come laghi profondi, è sempre Viktoryia che si specchia.”